Con la Manovra di Bilancio 2026, il Governo italiano introduce un pacchetto articolato di misure economiche che si propone di supportare il tessuto produttivo nazionale, con particolare attenzione alle imprese orientate all’innovazione, alla sostenibilità e allo sviluppo territoriale. Gli interventi spaziano dagli incentivi fiscali ai contributi per investimenti industriali, fino ad arrivare a riforme sul lavoro e sulla previdenza.
È una manovra che ridisegna parte del sistema di sostegno alle imprese, puntando a stimolare investimenti tecnologici, promuovere la transizione energetica e rafforzare la competitività del Mezzogiorno.
Uno dei cambiamenti più rilevanti è l’introduzione di un nuovo meccanismo di super-ammortamento che prende il posto dei precedenti crediti d’imposta del piano Industria 4.0 e Transizione 5.0. Questo nuovo sistema prevede maggiorazioni fiscali tra il 50% e il 180% sugli investimenti in beni materiali e immateriali riconducibili alla digitalizzazione e all’automazione. Qualora tali investimenti contribuiscano anche a migliorare l’efficienza energetica, la maggiorazione sale fino al 220%, configurando così un incentivo concreto verso la sostenibilità.
Inoltre, la manovra introduce misure dedicate a settori specifici: per le imprese ad alta intensità energetica, viene riproposto un incentivo in chiave 5.0, mentre l’agricoltura 4.0 beneficia di un credito d’imposta ad hoc, così come il comparto della pesca e acquacoltura, che riceve un contributo fino al 40% su un tetto massimo di un milione di euro.
Questi strumenti mirano a favorire la modernizzazione di settori tradizionalmente meno digitalizzati, estendendo i benefici della transizione anche alle aree più periferiche del sistema economico.
Un altro tassello cruciale della manovra riguarda le Zone Economiche Speciali (ZES), in particolare quelle nel Mezzogiorno. I crediti d’imposta sono rifinanziati fino al 2028, fornendo un importante orizzonte di certezza per gli investitori.
Contestualmente, si confermano anche le agevolazioni per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), rafforzando il legame tra sviluppo infrastrutturale e insediamenti industriali. Questo pacchetto territoriale ha il chiaro obiettivo di ridurre il divario economico tra nord e sud, favorendo investimenti duraturi nelle aree a minor densità produttiva.
Sul fronte della liquidità, una delle novità più apprezzate dalle imprese è l’eliminazione della stretta sulle compensazioni dei crediti d’imposta, inizialmente prevista. Ciò significa che le aziende potranno continuare ad utilizzare le compensazioni tramite modello F24 per i contributi INPS e INAIL, mantenendo così una leva importante per la gestione della tesoreria.
Rilevante anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini, uno dei principali strumenti di accesso agevolato al credito per l’acquisto di beni strumentali, che ha dimostrato negli anni un forte impatto soprattutto sulle PMI manifatturiere.
Alla stessa maniera, vengono potenziati i Contratti di Sviluppo, destinati a grandi investimenti industriali, che possono favorire progetti integrati ad alto valore aggiunto, soprattutto in settori strategici come la meccanica avanzata, l’automotive, la chimica e le biotecnologie.
Dal punto di vista fiscale, si segnalano alcune modifiche importanti. La Tobin Tax – imposta sulle transazioni finanziarie – viene raddoppiata, passando dallo 0,2% allo 0,4%, con un impatto diretto sugli operatori finanziari e potenzialmente anche sugli investitori istituzionali.
Di contro, viene rinviata per tutto il 2026 l’entrata in vigore della Plastic Tax e della Sugar Tax, misure da tempo contestate dal mondo industriale per i possibili effetti negativi sulla produzione e sui consumi.
Sul versante contributivo, la manovra introduce un anticipo significativo per il contributo assicurativo, fissando un acconto dell’85% a partire dal 16 novembre di ogni anno. Una misura che punta a garantire maggiori entrate allo Stato, ma che potrebbe richiedere un’attenta pianificazione da parte delle imprese per evitare tensioni sulla liquidità.
Capitolo a parte merita il lavoro e la previdenza. A partire dal 1° luglio 2026, l’adesione alla previdenza complementare diventerà automatica per tutti i neoassunti, con possibilità di rinuncia entro 60 giorni. Questo intervento vuole rafforzare il secondo pilastro previdenziale, promuovendo una cultura del risparmio pensionistico sin dall’ingresso nel mondo del lavoro.
A ciò si aggiunge l’estensione dell’obbligo di versamento del TFR al Fondo INPS: dal 2026 per le aziende con almeno 50 dipendenti, e dal 2032 per quelle con almeno 40. Si tratta di una misura che centralizza la gestione del trattamento di fine rapporto, con possibili impatti sia sulla liquidità aziendale che sulla gestione finanziaria.
Infine, tra gli altri interventi previsti dalla manovra, emergono due voci significative. La prima è il rifinanziamento della Transizione 4.0, con uno stanziamento di 1,3 miliardi di euro, che sarà il cuore pulsante della politica industriale legata all’innovazione e alla sostenibilità. La seconda è l’investimento di 780 milioni di euro per il Ponte sullo Stretto, distribuiti tra il 2032 e il 2033, a conferma dell’intenzione di realizzare grandi opere infrastrutturali per migliorare la mobilità e l’interconnessione tra le regioni del Sud.
Completano il quadro gli incentivi per il Piano Casa e le misure per l’efficientamento energetico, che si inseriscono in un più ampio disegno di rilancio del settore edilizio, già motore della crescita negli ultimi anni grazie ai bonus fiscali.
Nel nostro blog, approfondiremo nei prossimi articoli le principali novità introdotte dalla Manovra 2026, offrendo analisi dettagliate e letture strategiche per comprendere al meglio l’impatto delle nuove misure.
Per assistenza operativa e chiarimenti il nostro staff è a vostra disposizione.
Manovra di Bilancio 2026 – Tabella Riassuntiva per le Imprese
| Area di Intervento | Misura | Descrizione / Impatto |
| Investimenti | Super-ammortamento fino al 220% | Maggiorazioni dal 50% al 180% per beni 4.0; fino al 220% con risparmio energetico. |
| Settori specifici | Crediti d’imposta 5.0, Agricoltura, Pesca | Incentivi per energivore, agricoltura 4.0 e pesca/acquacoltura fino al 40%. |
| Mezzogiorno | ZES prorogate fino al 2028 | Agevolazioni per investimenti nelle Zone Economiche Speciali e ZLS. |
| Liquidità | Compensazioni confermate | Nessuna stretta su compensazioni tramite F24 per INPS/INAIL. |
| Finanza d’impresa | Nuova Sabatini e Contratti di sviluppo | Rifinanziamento per acquisto beni strumentali e grandi investimenti. |
| Fisco | Rinvio Plastic/Sugar Tax, Tobin Tax raddoppiata | Tassazione plastica e zucchero rinviata; Tobin Tax dallo 0,2% allo 0,4%. |
| Lavoro e Previdenza | Previdenza complementare e TFR | Adesione automatica alla previdenza; TFR al Fondo INPS da 2026 (aziende ≥50 dip.). |
| Altri interventi | Transizione 4.0 e opere pubbliche | 1,3 mld per innovazione e 780 mln per Ponte sullo Stretto (2032–33). |
