Il ritorno dell’iperammortamento nel panorama legislativo italiano, sancito dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), segna un momento di profonda discontinuità rispetto al recente passato caratterizzato dai crediti d’imposta per la transizione 4.0 e 5.0. Questa misura, attesa con grande interesse dal mondo produttivo, vuole  incentivare la trasformazione digitale delle imprese, facendo riferimento agli Allegati IV e V, e a sostenere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, l’architettura di questo incentivo si presenta oggi molto più complessa rispetto alle versioni del 2016 e 2017, evolvendo verso quella che viene definita una vera e propria burocrazia digitale gestita centralmente dalla piattaforma del GSE.

Il beneficio fiscale si concretizza in una deduzione extracontabile articolata su tre specifici scaglioni di investimento annui, pensati per premiare in modo più incisivo i progetti di dimensioni contenute pur mantenendo un supporto significativo per i grandi piani industriali.

Nel dettaglio, le imprese possono beneficiare di una maggiorazione del 180% per gli investimenti fino a un valore di 2,5 milioni di euro, una quota che scende al 100% per la fascia compresa tra i 2,5 e i 10 milioni di euro, per poi attestarsi al 50% per gli investimenti che superano i 10 milioni e arrivano fino al tetto massimo di 20 milioni di euro.

La piena operatività della misura ha dovuto attendere la pubblicazione di due specifici decreti attuativi del Ministero delle imprese e del made in Italy, rispettivamente datati 7 maggio e 10 giugno 2026, entrambi apparsi ufficialmente l’11 giugno 2026.

Questo ritardo rispetto alla scadenza originaria del 31 gennaio 2026 ha generato un periodo di incertezza operativa per le imprese che avevano già pianificato o avviato i propri investimenti all’inizio dell’anno. Il nuovo modello di accesso al beneficio non è infatti automatico, ma richiede il superamento di un rigoroso iter procedurale composto da ben cinque diverse comunicazioni telematiche e due fondamentali pilastri certificativi.

Il primo passaggio fondamentale è rappresentato dalla comunicazione preventiva, necessaria per la prenotazione delle risorse stanziate. Tale comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente tramite il portale del GSE, la cui operatività è iniziata a mezzogiorno del 12 giugno 2026, e deve contenere i dati dell’impresa, la tipologia dell’investimento e l’importo che si prevede di spendere. Una volta ottenuto l’esito positivo della prenotazione, l’impresa dispone di un arco temporale di 60 giorni per inviare la comunicazione di conferma, un passaggio critico in cui deve essere dimostrato l’effettivo avvio dell’investimento attraverso il pagamento di un acconto non inferiore al 20% del costo totale, indicando con precisione gli estremi delle fatture.

Nel caso di contratti di leasing, questo requisito si considera soddisfatto con la firma del contratto e l’emissione dell’ordine d’acquisto da parte del concedente.

Una volta completato l’investimento e avvenuta l’interconnessione dei beni, l’impresa è tenuta a inviare la comunicazione di completamento, che deve essere corredata da tutta la necessaria documentazione tecnica e contabile. Il termine ultimo per questo adempimento è fissato al 15 novembre 2028, rispettando i criteri di ultimazione previsti dall’articolo 109 del TUIR. Il sistema prevede poi un monitoraggio costante che obbliga l’azienda a trasmettere, entro il 20 gennaio di ogni anno, un riepilogo degli investimenti effettuati e una previsione del loro utilizzo, seguito poi, entro il 30 giugno, da una comunicazione integrativa contenente il piano di ammortamento e le quote di iperammortamento effettivamente imputate nel bilancio di ciascun esercizio.

Un aspetto di particolare severità della disciplina 2026 riguarda l’irrigidimento dei requisiti documentali rispetto al passato. È infatti venuta meno la possibilità di ricorrere all’autocertificazione del legale rappresentante per gli investimenti di valore inferiore ai 300.000 euro; oggi, ogni singolo investimento richiede obbligatoriamente una perizia tecnica asseverata rilasciata da professionisti iscritti agli albi, quali ingegneri o periti industriali, o da enti di certificazione accreditati. Questa perizia ha il compito di attestare sia il possesso dei requisiti 4.0 sia l’avvenuta interconnessione al sistema aziendale. Parallelamente, tutte le imprese sono obbligate a dotarsi di una certificazione contabile per attestare l’effettivo sostenimento delle spese, documento che deve essere redatto dal revisore legale dei conti laddove tale figura sia già presente nell’organigramma aziendale.

La questione più complessa che ha tenuto in sospeso molti piani industriali riguarda gli investimenti avviati tra il 1° gennaio 2026 e l’11 giugno 2026, ovvero prima che la piattaforma GSE fosse attiva per la ricezione delle comunicazioni preventive. Il dubbio centrale riguardava la possibilità di perdere l’agevolazione nel caso in cui fossero già stati emessi ordini o versati acconti prima dell’invio della comunicazione che, in teoria, dovrebbe essere prodromica all’impegno giuridico. Un’analisi attenta del decreto ministeriale del 7 maggio 2026 sembra tuttavia fornire una soluzione rassicurante a questa criticità, stabilendo che la data di effettuazione dell’investimento coincida con la consegna o spedizione per i beni mobili o con il trasferimento della proprietà.

Questa precisazione normativa rende di fatto irrilevante il momento dell’ordine d’acquisto o del versamento dell’acconto iniziale rispetto alla possibilità di accedere al beneficio.

Per approfondimenti e per assistenza operativa il nostro team di professionisti è a vostra disposizione.

Tabella riassuntiva

Caratteristiche e Scadenze
Aliquote Maggiorazione 180% (fino a 2,5 mln)
Comunicazioni GSE Preventiva (prenotazione), Conferma (acconto 20% entro 60 gg), Completamento
Monitoraggio Annuo Riepilogo investimenti (20 gennaio) e Comunicazione integrativa (30 giugno)
Documenti Tecnici Perizia asseverata obbligatoria per ogni importo (abolita autocertificazione)
Documenti Contabili Certificazione contabile obbligatoria rilasciata da revisore legale
Orizzonte Temporale Investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028
Termine Invio Finale Entro il 15 novembre 2028 (previa interconnessione)

 

Note
Il risparmio IRES effettivo può toccare il 43,2% per il primo scaglione.

  • Gli investimenti avviati prima dell’11 giugno 2026 sono ammissibili tramite comunicazione “ora per allora”.
  • La data dell’investimento è determinata dalla consegna/spedizione, non dall’ordine
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