L’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato la Risoluzione n. 13/E datata 1 aprile 2026, un documento di fondamentale importanza per i professionisti iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti. Questo provvedimento introduce ufficialmente una specifica causale contributo per l’esecuzione dei versamenti tramite il modello F24, semplificando le procedure relative ai contributi previdenziali, assistenziali, nonché alle sanzioni e agli interessi dovuti all’ente di previdenza.

L’origine di questa innovazione normativa risiede in un percorso legislativo iniziato con il decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze del 10 gennaio 2014, il quale aveva stabilito l’estensione del sistema dei versamenti unitari e della compensazione anche alla CNPADC. Tale processo ha trovato la sua definitiva attuazione operativa attraverso la convenzione stipulata il 15 ottobre 2025 tra l’Agenzia delle Entrate e la Cassa, mirata a regolare il servizio di riscossione mediante la piattaforma F24.

La novità principale introdotta dal documento è l’istituzione della causale denominata E150, identificata testualmente come Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei Dottori commercialisti – adempimenti CNPADC.

L’Agenzia specifica che tale causale deve essere inserita esclusivamente nella sezione del modello F24 dedicata agli Altri enti previdenziali e assicurativi, che corrisponde al secondo riquadro della sezione stessa. È fondamentale sottolineare che l’importo deve essere riportato solo in corrispondenza della colonna relativa agli importi a debito versati.

Per una corretta compilazione, il professionista deve prestare particolare attenzione ai vari campi tecnici richiesti. Nel campo dedicato al codice ente deve essere obbligatoriamente indicato il valore 0015, mentre il campo relativo al codice sede deve rimanere vuoto. Un elemento di estrema rilevanza è il codice posizione, il quale non è un dato fisso ma consiste in un codice univoco e personale. Questo codice, composto da un massimo di nove cifre numeriche, viene generato direttamente dalla Cassa per ogni singola scadenza contributiva e viene messo a disposizione dell’iscritto tramite i propri servizi online. Senza questo codice personale, la procedura di versamento non può ritenersi correttamente perfezionata.

Per quanto riguarda i riferimenti temporali, il modello richiede l’indicazione di un arco cronologico preciso. Nel campo del periodo di riferimento iniziale, il contribuente deve inserire il mese di gennaio (01) seguito dall’anno in cui si effettua il versamento. Specularmente, per il periodo finale, occorre indicare il mese di dicembre (12) e nuovamente l’anno di riferimento nel formato MM/AAAA. Questa struttura temporale standardizzata serve a inquadrare il versamento nell’annualità corrente di gestione dei flussi finanziari tra l’Agenzia e l’ente previdenziale.

La risoluzione definisce infine con chiarezza i tempi di attuazione di queste nuove disposizioni. La causale E150 e le relative procedure di compilazione saranno operativamente efficaci a partire dal 4 maggio 2026.

Per maggiori dettagli e assistenza operativa lo Studio Pallino è  a vostra disposizione.

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