L’assetto normativo della fiscalità del lavoro in Italia subisce una trasformazione rilevante con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, identificata formalmente come legge 199/2025. Tra le misure di maggior impatto per il tessuto produttivo e per i lavoratori dipendenti spicca l’intervento diretto sul regime dei premi di produttività e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili d’impresa.
Questa disposizione non si limita a prorogare misure esistenti, ma introduce una modifica sostanziale che ridisegna la convenienza economica di tali strumenti per il biennio 2026-2027. L’obiettivo centrale risiede nel rafforzamento del legame tra i risultati economici conseguiti dalle aziende e il trattamento retributivo dei collaboratori, cercando di stimolare la competitività attraverso una leva fiscale estremamente vantaggiosa.
Il fulcro della novità normativa consiste nella riduzione dell’imposta sostitutiva che viene applicata a tali somme. Rispetto al regime ordinario che prevedeva un’aliquota del 5%, il legislatore ha stabilito un abbattimento drastico che porta il prelievo fiscale all’aliquota dell’1%.
L’agevolazione è applicabile entro il limite complessivo di 5mila euro annui per ciascun lavoratore. Qualora le somme erogate eccedano questa soglia, la parte rimanente viene assoggettata alla tassazione ordinaria, perdendo il beneficio dell’imposta sostitutiva agevolata.
Il beneficio è riservato esclusivamente al settore privato e trova applicazione per i titolari di reddito di lavoro dipendente il cui importo non sia stato superiore a 80mila euro nell’anno precedente a quello di percezione del premio.
In questo contesto, è importante sottolineare che la platea dei beneficiari include anche i dipendenti degli enti pubblici economici, in quanto tali soggetti non rientrano nella definizione di amministrazioni pubbliche secondo i criteri del decreto legislativo 165/2001. La corretta verifica del limite reddituale è un onere fondamentale: nel caso in cui il sostituto d’imposta attuale sia diverso da quello che ha rilasciato la certificazione dei redditi per l’anno precedente, il lavoratore è tenuto a produrre un’attestazione scritta che confermi il rispetto del tetto degli 80mila euro.
Dal punto di vista oggettivo, i premi devono essere necessariamente collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Questi parametri non possono essere discrezionali, ma devono essere oggettivamente definiti all’interno di contratti collettivi aziendali o territoriali. Tali accordi devono rispettare fedelmente le regole stabilite dal decreto ministeriale del 25 marzo 2016.
Un elemento di garanzia sociale inserito nella norma prevede che, nel calcolo degli incrementi di produttività necessari per l’erogazione del premio, debba essere computato anche il periodo trascorso dalla lavoratrice in congedo di maternità obbligatorio, evitando così che l’astensione dal lavoro per ragioni biologiche e legali penalizzi l’accesso all’agevolazione.
Infine, la portata della riforma si estende anche al trattamento dei dividendi derivanti da azioni assegnate ai dipendenti in sostituzione dei premi di produzione. La legge 199/2025 estende infatti al 2026 una specifica esenzione: i dividendi corrisposti ai lavoratori su tali azioni sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50% del loro ammontare, sempre nel limite di 1.500 euro annui.
Confronto Regime Premi di Risultato
| Caratteristica | Regime Ordinario (L. 208/2015) | Novità Manovra 2026 (Biennio 2026-2027) |
| Aliquota Imposta Sostitutiva | 5% | 1% |
| Limite Premio Agevolabile | Generalmente 3.000 euro | 5.000 euro |
| Requisito Reddito Dipendente | Fino a 80.000 euro (anno precedente) | Confermato a 80.000 euro |
| Ambito di Applicazione | Settore Privato ed Enti Pubblici Economici | Confermato Settore Privato ed Enti Pubblici Economici |
| Condizioni Oggettive | Incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione | Invariate (necessari accordi collettivi depositati) |
| Trattamento Dividendi Azionari | Disciplina generale | Esenzione 50% IRPEF fino a 1.500 euro |
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