Articoli

A partire dal periodo d’imposta 2025, per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a € 75.000 trova applicazione il meccanismo del riordino delle detrazioni, disciplinato dall’art. 16-ter, TUIR.

In base a questa disposizione, i soggetti interessati possono beneficiare della detrazione per oneri e spese entro un importo massimo di spesa, calcolato moltiplicando un importo base per un coefficiente legato alla composizione del nucleo familiare. L’importo base è pari a € 14.000 per i contribuenti con reddito complessivo superiore a € 75.000 ma non superiore a € 100.000, e scende a € 8.000 per chi supera i € 100.000. Il coefficiente applicato corrisponde al numero di figli fiscalmente a carico presenti nel nucleo familiare.

Per i redditi superiori a € 120.000, l’istituto del riordino si affianca a quello della rimodulazione, disciplinato dall’art. 15, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, TUIR, in base al quale le detrazioni spettano in misura decrescente all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi completamente in presenza di redditi superiori a € 240.000.

Qualora gli oneri sostenuti dal contribuente risultino superiori all’importo massimo di spesa ammesso in detrazione, diventa necessario individuare quali oneri imputare prioritariamente in sede di dichiarazione, al fine di massimizzare il beneficio fiscale spettante.

Proprio per rispondere a questa esigenza, nel Modello 730/2026 e nelle relative istruzioni alla compilazione sono stati introdotti un sistema automatico di selezione delle spese, la possibilità di gestire il riordino in modo non automatizzato tramite un’apposita casella nel quadro E, e nuovi codici identificativi per distinguere le fattispecie soggette alla nuova disciplina.

Il riordino previsto dall’art. 16-ter, TUIR, trova applicazione sugli oneri e le spese per i quali è prevista una detrazione dall’imposta lorda, sia in base al TUIR sia in base ad altre disposizioni normative. Il comma 4-ter dello stesso articolo esclude tuttavia dal computo dell’importo detraibile alcune categorie di oneri: le spese sanitarie di cui all’art. 15, comma 1, lettera c), TUIR, gli interessi passivi e gli oneri accessori legati a prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024, i premi di assicurazione detraibili sostenuti in dipendenza di contratti stipulati fino al 31 dicembre 2024, e le rate relative a spese per interventi edilizi di cui all’art. 16-bis, TUIR, sostenute fino alla medesima data.

Le specifiche tecniche del Mod. 730/2026 forniscono istruzioni operative puntuali per individuare quali oneri detraibili soggetti al riordino debbano essere imputati prioritariamente. È la stessa Agenzia delle Entrate a gestire automaticamente, nei modelli dichiarativi, una valutazione di convenienza per il contribuente.

Il meccanismo prevede innanzitutto l’aggregazione degli oneri per percentuale di detrazione, seguita dall’imputazione prioritaria di quelli con percentuale maggiore, secondo la sequenza 110%, 100%, 90%, 75%, 65%, 50%, 36%, 35%, 30%, 26% e 19%. A parità di percentuale, viene sempre data priorità all’onere non soggetto al meccanismo della rimodulazione, applicabile ai redditi superiori a € 120.000.

Al contribuente che non intende avvalersi dell’imputazione automatica è riconosciuta la possibilità di individuare autonomamente le spese da agevolare, sempre entro il massimale di spesa spettante e nel rispetto dei limiti specifici previsti per ciascuna detrazione. Per esercitare questa opzione, occorre barrare la nuova casella denominata “Riordino delle detrazioni non automatizzato”, collocata nell’intestazione del quadro E. Una volta barrata questa casella, in sede di liquidazione del modello non verrà applicato il meccanismo automatico, e sarà il contribuente stesso a dover selezionare quali spese computare nel massimale, indicando direttamente nel quadro E gli importi delle diverse spese agevolabili.

Oltre all’introduzione della casella dedicata al riordino non automatizzato, sono stati istituiti nuovi codici identificativi relativi ad alcuni oneri, con particolare riguardo agli interessi passivi sui mutui e ai premi assicurativi, allo scopo di distinguere le fattispecie assoggettate al riordino da quelle escluse.

Gli interessi passivi e gli oneri accessori sostenuti nel 2025 in relazione a un mutuo ipotecario per l’acquisto o la costruzione dell’abitazione principale, oppure a prestiti o mutui agrari, sono esclusi dal riordino se la stipula del contratto è avvenuta entro il 31 dicembre 2024.

Nel caso di accollo, subentro o rinegoziazione del mutuo, la data rilevante è quella di stipula del relativo contratto di accollo, subentro o rinegoziazione.

Per i mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, il rigo E7 del quadro E prevede tre codici da riportare in colonna 1: il codice 7 per i mutui stipulati entro il 31 dicembre 2021, il codice 48 per quelli stipulati dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024, entrambi esclusi dal riordino, e il nuovo codice 57 per i mutui stipulati dal 1° gennaio 2025, questi ultimi oggetto di riordino.

Per i mutui ipotecari per la costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, indicati nei righi da E8 a E10, i codici corrispondenti sono il 10 per i contratti fino al 2021, il 46 per quelli dal 2022 al 2024, e il nuovo 55 per quelli dal 2025. Analogamente, per i prestiti e mutui agrari, sempre nei righi E8-E10, si utilizzano il codice 11 per i contratti fino al 2021, il 47 per il periodo 2022-2024 e il nuovo 56 per i contratti stipulati dal 2025.

La distinzione tra i diversi periodi risponde anche all’esigenza di individuare gli interessi rilevanti ai fini dell’eventuale spettanza del trattamento integrativo, riconosciuto in presenza di redditi compresi tra € 15.000 e € 28.000 per i mutui stipulati fino al 2021.

Anche per i premi di assicurazione sono stati introdotti codici differenziati in base alla data di stipula del contratto. I premi versati nel 2025 in dipendenza di contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024 non sono considerati ai fini del riordino. Per le assicurazioni contro il rischio morte o invalidità permanente, si utilizza il codice 36 per i contratti stipulati entro il 2024 e il nuovo codice 51 per quelli stipulati dal 2025.

Per le assicurazioni contro il rischio morte a tutela delle persone con disabilità grave, i codici sono rispettivamente 38 e 52. Per le assicurazioni contro il rischio di non autosufficienza negli atti della vita quotidiana si applicano i codici 39 e 53, mentre per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi, detraibili al 19%, i codici sono 43 e 54.

Infine, per gli “altri oneri” detraibili al 19%, a decorrere dal 2025 sono previsti due codici distinti a seconda che la spesa rientri o meno nel perimetro del riordino: il nuovo codice 98 per gli oneri inclusi nel riordino delle detrazioni, e il codice 99 per quelli non inclusi.

Per ulteriori approfondimenti e per assistenza operativa il nostro staff di professionisti è a vostra completa disposizione.

error: