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Rientro dei cervelli

Il Decreto Crescita 2019, in vigore dal 1.05.2019, ha introdotto alcune modifiche alla disciplina su impatriati e rientro dei cervelli.

Fino a tale data spettava per gli impatriati un’esenzione del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente per 5 anni da quello di spostamento della residenza fiscale in Italia.

Per docenti e ricercatori spettava invece un’esenzione del 90% del reddito di lavoro autonomo o dipendente per 4 anni dallo spostamento della residenza fiscale.

Con le nuove previsioni, gli impatriati che trasferiscono la residenza nel territorio italiano a partire dall’anno 2020, le principali modifiche sono relative a:

  • aumento dell’esenzione del reddito, che passa al 70% rispetto al precedente 50%;
  • semplificazione delle condizioni di accesso al regime (non devono essere stati residenti in Italia nei 2 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e devono impegnarsi a risiedere in Italia per almeno 2 anni con attività lavorativa prestata prevalentemente in Italia);
  • estensione del regime anche ai lavoratori che avviano un’attività d’impresa;
  • prolungamento delle agevolazioni fiscali con esenzione al 50% o al 90% per ulteriori 5 anni al verificarsi di specifiche condizioni (figli minorenni, acquisto di unità immobiliari di tipo residenziale in Italia, trasferimento della residenza in regioni del sud Italia).

Anche per docenti e ricercatori sono state introdotte alcune novità, sempre a condizione che venga trasferita la residenza in Italia a partire dal 2020:

  • il regime fiscale agevolato passa dai 4 ai 6 anni di durata;
  • prolungamento delle agevolazioni per ulteriori 8, 11 o 13 anni, in presenza di precise condizioni legate al numero di figli minorenni e/o all’acquisto di unità immobiliari di tipo residenziale in Italia.

Carmine Pallino 

Consulenza, Affiancamento, Adempimenti fiscali e societari, Contrattualistica, Area Finanziaria

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