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Aumenti di pensione

Anche le pensioni sono interessate dalla riforma IRPEF introdotta con l’ultima legge di bilancio. A gennaio 2023 l’INPS provvederà alla verifica con il valore definitivo ISTAT di tutto il 2021 e all’eventuale conguaglio.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di rivalutazione forniti dall’INPS:

  • per l’importo iniziale di 1.500 euro, l’incremento è pari a 25,50 euro e l’importo finale è di 1.525,50 euro;
  • importo iniziale di 2.000 euro, l’incremento è pari a 34 euro e l’importo finale è di 2.034 euro;
  • per l’importo iniziale di 2.500 euro, l’incremento è pari a 41,76 euro e l’importo finale è di 2.541,76 euro;
  • importo iniziale di 3.000 euro, l’incremento è pari a 48,33 euro e l’importo finale è di 3.048,33 euro;
  • per l’importo iniziale di 3.500 euro, l’incremento è pari a 54,70 euro e l’importo finale è di 3.554,70 euro;
  • importo iniziale di 4.000 euro, l’incremento è pari a 61,08 euro e l’importo finale è di 4.061,08 euro.

Gli importi si intendono lordi. Per gli importi netti occorrerà applicare le relative aliquote IRPEF.

Eventuali ulteriori vantaggi potranno quindi derivare, per gli importi più bassi, dalla rimodulazione di tali aliquote.

Gli aumenti in pensione del 2022 riguarderanno 23 milioni di italiani. Nello specifico l’aumento delle pensioni 2022 si applica a tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica, dalle gestioni dei lavoratori autonomi, dalle gestioni sostitutive, esonerative, esclusive, integrative e aggiuntive. Inoltre, si applica alle pensioni dirette e a quelle ai superstiti, cioè la pensione di reversibilità e la pensione indiretta, indipendentemente dal fatto che esse siano integrate al trattamento minimo.

Per qualsiasi ulteriore informazione potrete contattare cinzia.mancini@studiopallino.it, responsabile per STUDIO PALLINO del team paghe.

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