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Esterometro, sanzioni e ravvedimento

Notizia inserita in data: 23/9/2019

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presentiamo una panoramica di quelle che sono le sanzioni e le ipotesi di ravvedimento a disposizione del contribuente, in caso di invio rettificativo o tardivo dell'esterometro.

Il prossimo fine mese, lunedì 30 settembre, come ormai avviene di consueto a partire da inizio anno, si dovrà provvedere alla compilazione e invio del c.d. esterometro, relative alle operazioni effettuate con soggetti residenti nel mese precedente.

Nel presente articolo presentiamo una panoramica di quelle che sono le sanzioni e le ipotesi di ravvedimento a disposizione del contribuente, in caso di invio rettificativo o tardivo della comunicazione in oggetto.

Nello specifico, la trasmissione telematica deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione, intendendo per data di ricezione la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva.

In via generale, per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere, si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Alle violazioni riguardanti l’esterometro si rende, comunque, applicabile l’istituto del ravvedimento operoso.

Venendo alle modalità operative di regolarizzazione proponiamo il seguente esempio.

Supponiamo di aver omesso la trasmissione di 180 fatture ricevute e registrate nel mese di luglio da un fornitore Ue, il cui termine ordinario di invio era  il 2 settembre.

In caso di regolarizzazione entro i 15 giorni successivi alla scadenza (17 settembre) trovavano applicazione, come detto, le sanzioni dimezzate, nel limite massimo di 500 euro, versando le seguenti sanzioni ridotte secondo la tempestività della correzione:

  • 20 euro, ossia sanzione base di 180 euro, ridotta ad 1/9 entro il 1° dicembre 2019
  • 22,50 euro, ossia sanzione base di 180 euro, ridotta ad 1/8 entro il 30 aprile 2020 25,71 euro, ossia sanzione base di 180 euro, ridotta ad 1/7 entro il 30 aprile 2021
  • 30 euro, ossia sanzione base di 180 euro ridotta ad 1/6 entro il 31 dicembre 2025
  • 36 euro, ossia sanzione base di 180 euro ridotta ad 1/5 fino alla notifica dell’atto impositivo

Qualora la correzione avvenga oltre i suddetti 15 giorni dalla scadenza originaria, trova applicazione la sanzione ordinaria (2 euro a fattura) ridotta, in caso di ravvedimento, come segue:

  • 40 euro, ossia sanzione base di 360 euro, ridotta ad 1/9 entro il 1° dicembre 2019 
  • 45 euro, ossia sanzione base di 360 euro, ridotta ad 1/8 entro il 30 aprile 2020
  • 51,43 euro, ossia sanzione base di 360 euro, ridotta ad 1/7 entro il 30 aprile 2021 
  • 60 euro, ossia sanzione base di 360 euro ridotta ad 1/6 entro il 31 dicembre 2025 
  • 72 euro, ossia sanzione base di 360 euro ridotta ad 1/5 fino alla notifica dell’atto impositivo

Carmine Pallino

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